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domenica 23 settembre 2012

lord e lordoni

Ci sono cose che non ti spieghi, destinate a lasciarti lasciano perplesso ed ogni tanto ti vengono in mente a tradimento.
Ad esempio, i francesi hanno inventato il bidet (in francese significa cavallina/pony), forse già nel XVII sec., di sicuro nel 1710 ne avevano installato qualcuno presso la famiglia reale. 
Poi lo hanno messo via, bandito dai loro bagni, dimodochè i loro nobili deretani ne ignorassero l'uso e ne perdessero memoria pure quelli plebei.
Ora, io non ci credo manco se mi ammazzate di botte che i cugini d'oltralpe, così come i sudditi della terra d'Albione, non lo usino perché fanno la doccia all'occorrenza.
Piuttosto, questo mi fa supporre che quando si parla di francesi ed inglesi, questi non abbiano la puzza sotto al naso, bensì molto più in basso.


martedì 15 maggio 2012

colpo di fulmine

Un fulmine ha colpito l'aereo che portava Hollande a Berlino per incontrare la Merkel e lo ha costretto a rientare a Parigi.
Basterà come segno della volontà divina ?

lunedì 9 aprile 2012

Supposte di saggezza

Trovare l'auto imbrattata di cacca di uccello dovrebbe farci riflettere sull'infinita saggezza e magnanimità di Dio.
Immaginate se avesse dotato di ali le mucche...


mercoledì 8 febbraio 2012

Nevica. Ergo cogito

 Tutta questa neve sull'Italia mi dà da pensare.
Vuoi vedere che, Lassù sono a corto di cavallette ?

sabato 17 dicembre 2011

L'avvocato del Diavolo

Tre giorni passione per decine di migliaia di aspiranti avvocati questa settimana, ecco alcune tracce dell'esame che sarebbero potute uscire incrociando i dati del calendario Maya con le profezie di Fox.

Traccia n. 1

Il sig. Adamo e la convivente sig.ra Eva -ottenuto un permesso di soggiorno- trovano lavoro con la mansione di giardinieri e custodi, presso l’oasi naturale floro-zoologica Eden Garden.
La sig.ra Eva viene spinta, con artifizi e raggiri, dal sig. Serpente, noto pregiudicato del luogo, a rubare una mela da un frutteto biologico riservato.
Divide la refurtiva con il convivente sig. Adamo, presente al momento del fatto.
Per non farsi scoprire, subito dopo, il sig. Adamo e la sig.ra Eva si allontanano tentando di camuffarsi a mezzo di quanto hanno a disposizione (foglie di fico) e restano latitanti per un breve periodo. Non sfuggono a lungo alla giustizia.
Al processo, Adamo dichiara di non aver materialmente commesso il furto, ma solo utilizzato parte della refurtiva, addossando per il primo delitto la colpa materiale ad Eva ed affermando che ha fatto uso del bene rubato solo perchè indotto dalla convivente.
Eva, a sua volta, accusa il sig. Serpente di averla ingannata.
Il sig. Serpente non rilascia dichiarazioni, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Tutti e tre sono condannati, con l’aggravante dell’associazione a delinquere, seppur in modi differenti, alle seguenti pene:
Sig. Serpente, pena di morte, stante la recidiva.
Sig.ra Eva, licenziamento immediato ed espulsione dallo Stato.
Sig. Adamo, licenziamento immediato ed espulsione dallo Stato.
Il candidato, assunte le vesti  del legale dei tre, rediga l’atto più adeguato a tutelare i propri clienti.



Traccia n. 2

I germani Caino ed Abele vivono in un remoto ed isolato territorio dell’entroterra sardo. Gestiscono insieme l’azienda agricola di famiglia, il primo occupandosi del settore orto-frutta, il secondo dell’allevamento ovino-caprino. I rapporti tra il primogenito Caino ed il fratello, però, sono notoriamente tesi e contrassegnati da invidie e gelosie.
Un giorno Abele -persona mite, molto religiosa e senza inimicizie- viene assassinato, colpito da un corpo contundente al capo. Le indagini puntano sul fratello, indiziato principale, ipotizzando quale  movente l’intenzione di appropriarsi completamente dell’eredità o l’ennesima lite sulla conduzione dell’azienda, il cui settore dell’allevamento è in crisi.
Al delitto non assistono testimoni, l’arma non viene trovata, ma Caino -persona irascibile, violenta e con precedenti- non ha un alibi e sulla base di un quadro totalmente indiziario viene condannato.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caino, rediga l’atto ritenuto più idoneo a far riaprire le indagini.

domenica 20 novembre 2011

Dialogo tra l'Ornitorinco e Dio


getmedia
Ornitorinco: salve, Essere Supremo, finalmente posso parlare con Te e mettere in chiaro 2-3 cosette.
Dio: Vuoi una risposta alle arcane ed oscure domande esistenziali “Chi siamo? Da dove veniamo? Perchè siamo qui?”
O: ma certo che no ! siamo Dio e l’ornitorinco, vengo dallo stagno e siamo qui per chiarirci una volta per tutte. Non cominciare a fare il vago e l’ambiguo, la filosofia con me non attacca. Considerami come il rappresentate sindacale degli ornitorinchi, và...
D: ma allora cosa desideri ?
O: voglio sapere perchè ce l’hai tanto con me !
D: io ?  é una supposizione errata.
O: ah, no ? Ed allora come lo spieghi questo accanimento nei miei confronti?
D: non comprendo la ragione del risentimento e le tue parole appaiono tenebrose...
O: che cacchio, tre occhi ed un triangolo luminoso e sei pure miope ? Ma mi hai osservato bene ?  Lo vedi come sto combinato ?
D: prego ?
O: ammira bene... corpo da ratto delle fogne di New York a cui hai incollato zampe palmate e becco d’anatra, poi una coda da castoro ed infine, nelle zampe posteriori uno sperone velenoso tipo scorpione !
D: beh...
O: ma ti pare normale ??! Che gli altri animali mi pigliano per il culo, dicendo che sono nato durante un’orgia sull’arca di Noè! bunga-bunga mi sghignazzano dietro !
D: ...
O: ...e dopo avermi reso lo zimbello dello zoo, ecco che mi fai venire le crisi esistenziali, mi confondi psicologicamente che nemmeno Freud e Jung insieme potrebbero farci qualcosa.
D: e come ?
O: oooohh ! Mi hai fatto mammifero, ma che depongo le uova ! E manco subito; prima me le tengo un po’in pancia, poi le depongo e le covo. Dopodichè allatto i cuccioli ! E non finisce qua, perchè la cosa più bizzarra della faccenda è che non ho capezzoli e quindi devo secernere il latte direttamente dai pori della pelle. Ma che cacchio di porcheria, sudo latte !!!
D: ma così tu sei originale, un unicum et universalis nel Creato...
O: OOOHH ! non ce provà ! Qua non si tratta di innovazioni, di optionals personalizzati, ma di scarsa attenzione ai particolari. Che se la Fiat si mette a vendere la Panda, con le portiere della Punto, il cofano della Bravo, il tettuccio della 500 ed il motore del Doblò a Marchionne lo chiudono in una Multipla e gettano via la chiave.
D: ma insomma, cosa potrebbe farti stare meglio ? Vuoi qualche superpotere ? Uno mi pare di avertelo dato: l’elettrolocazione, puoi localizzare prede ed animali attraverso l’elettricità corporea !
O: bella forza, m’hai fatto acquatico, ma che devo nuotare con gli occhi chiusi ! O mi davi quello o un cane guida, da caccia però, se no morivo di fame.
D: beh, se vuoi posso farti sparare una bella ragnatela e...
O: ma che dici ? Fermati qui, che già hai fatto più danni di Bondi al ministero dei beni culturali.
D: per piacere non esageriamo, non diciamo cose che non si possono dimostrare !
O: allora continuiamo con quelle palesi. Per mettere il carico da undici su questa catastrofe creativa, ecco anche il mio nome: Ornithorhynchus anatinus, detto volgarmente ornitorinco ! Un nome ridicolo, anzi caricaturale.
D: ma no, è un bel nome, aristocratico, nobile...
O: ma fammi il piacere... Ti pare che qualcuno di importante l’abbia adottato? C’è stato un Papa che si è chiamato Leone, capi indiani che si sono chiamati Toro Seduto, Cavallo Pazzo...
D: magari nobile no, ma accattivante e simpatico...
O: ah si ? Hanno mai chiamato un’auto ornitorinco ? Non mi pare; semmai Panda, Cougar, Mustang, una moto l’han chiamata Vespa, un motocarro Ape...
D: misteriosamente affascinante, allora...
O: davvero ? E c’è qualche supereroe chiamato come me ? Assolutamente no; eppure c’è Bat-Man, l’uomo pipistrello e Spider-Man, l’uomo ragno. Che a pensarci riprendono due esseri bruttarelli come un topo con le ali ed un mostriciattolo peloso a sei zampe, segno che il nome conta...
D: ma quelli sono fumetti, i tempi attuali sono segnati dalla superficialità...
O: ah si ?  e le favole con le loro allegorie ed insegnamenti morali ? Ce ne sono su leoni, lupi, agnelli, volpi, corvi, gatti, cani e via dicendo...
D: ma tu, come essere vivente sei stato scoperto solo nel 1799, l’Australia non ha questa tradizione folcloristica e letteraria...
O: lo dici tu ! Esiste una leggenda degli aborigeni australiani in cui si racconta di me.
D: vedi che allora non sei completamente ignorato ?
O: col cavolo ! Si ricordano di me solo per sbeffeggiarmi ! Secondo loro sarei frutto di una fujtina tra un’anatra ed un topo d’acqua ! Non solo grottesco nell’aspetto e stravagante nel nome, ma pure di natali illegittimi...
D: ...senti ...mi spiace per queste tue difficoltà sociali, ma ti assicuro che non c’è nessun disegno criminoso ai tuoi danni. Come posso rimediare ?
O: semplice, fai diventare la mia carne prelibatissima, la mia pelliccia di gran moda ed inculca negli uomini la convinzione che dalle mie ossa si ricavi un elisir di giovinezza e potenziamento sessuale, così mi estinguo e la facciamo finita.
D: s
arebbe eutanasia, suicidio assistito, come lo spiegherei poi?
O: Lo immaginavo, sempre una scusa...
D: aspetta... ormai sei così, non posso farti diventare più bello, renderti più intelligente e brillante, meno strambo, darti maggior grazia, più fascino e carisma. Però, posso renderti cool, very cool con un’abile operazione di marketing pubblicitario. Sai, uno di quei tipi postmoderni-new-age-modaioli-funky-grunge-metrosexsual-new dandy alla Prince, Mickey Rourke, Karl Lagerfeld, Jack Sparrow od i vampiri di Twilight...
O: e potresti riuscirci partendo da uno come me ?
D: hey amico, ti dicono nulla Lapo Helkann e Dj Francesco ?!
MARIO

domenica 14 novembre 2010

Filosofia Indeterministica dell'Indimostrabile Assoluto Relativo

C’è una cosa che detesto.
No, anche la musica di Gigi D’Alessio, ma intendo l’altra.
Dare ragione ai filosofi. In particolar modo a quelli austriaci.
Non che ce l’abbia contro la categoria dei pensatori per partito preso; tuttavia  non sopporto che mentre la gente si guadagni da vivere lavorando faticosamente o ideando truffe cervellotiche a danno di chi lavora faticosamente, ci sia chi se ne sta beatamente nel suo studio, con ampio caminetto in pietra, vetrata sul Colosseo, fumando la pipa e sorseggiando sherry ad ideare strambe, ma enigmatiche teorie sulla vita che passa sotto il suo balcone e campandoci, pure, piut
brainytosto bene. Salvo poi, vent’anni dopo, riformulare le sue tesi alla luce di correttivi desunti dall’osservazione/evoluzione della società. E ripetere il gioco qualche lustro più in là.
Dite che ho questa opinione perchè invidioso, in quanto
incapace di elaborare un mio pensiero oscuro, ma affascinante ? Beh, forse potreste avere ragione, ma più che altro credo che siate dei filosofi camuffati, quindi sciò !
E non venite a dirmi che potrebbe trattarsi di una truffa cervellotica, perchè questa teoria non regge. I truffatori, una volta scoperti, vengono arrestati. Loro diventano dei “pensatori contro” odiati, ma temuti, imcompresi, ma riveriti.
In realtà, si tratta solo di un bug nella programmazione genetica dell’umanità.
Ecco perchè ci lambicchiamo il cervello su asserzioni indimostrabili, che resteranno confinate nel Mondo delle Ipotesi, con principi così complessi che per spiegarli si deve far ricorso a tomi di centinaia di pagine e per confutarli ad altri libroni grossi il doppio. Una masturbazione cerebrale spesso fine  a sé stessa, dove magari si parte da un concetto nitido e certo, per complicarlo e renderlo dubbioso solo per il gusto di farlo. Il tutto per la gioia di qualsiasi liceale medio (e pure qualche secchione).
Diciamocela tutta, gli unici a godere in questo perverso circo, sono i filosofi. Addirittura i tenutari di salotti bene, che fanno a gara per invitarli alle loro raffinate cene, dopo solo dieci minuti di tediose elucubrazioni sulla norma primigenia dell’Indeterminismo asimmetrico cadono vittima della noia e dello sconforto, come un bambino di 7 anni in chiesa, al matrimonio di uno sconosciuto.  All’undicesimo minuto di tale dotta disquisizione la loro concentrazione è annichilita, al dodicesimo preferirebbero aver invitato chiunque altro al posto del “libero pensatore”, finanche me.
Ogni filosofo ha la sua tesi o corrente di pensiero, che si contrappone a quella altrui o se ne differenzia per inezie (ritenute fondamentali, però), così da dar vita ad uno scontro intellettuale a colpi di speculazioni mentali ed astrazioni cerebrali, che giustifichi l’abuso di carta stampata e l’invito in salotti casalinghi e televisivi.
Dai, dite la verità. Non vi è mai capitato di bestemmiare sulla Fenomenologia dello Spirito di Hegel o di fanculizzare la Critica della Ragion Pura di Kant ? Mai fatto nulla di simile ? Se insistete nel negare, o siete degli ipocriti ingannatori o dei filosofi. E spesso le due cose coincidono.
In ogni caso, per tornare a bomba.
Alla luce dell’osservazione della vita che scorre sotto il balcone del mio studio, col camino scoppiettante e l’ampia vetrata che  mi regala una sublime visione del mare Jonio (da cui sbarcarono gli antichi greci, popolo di finissimi cultori della filosofia),  ho dovuto dare ragione a Karl Popper. Almeno per ciò che riguarda la televisione come “cattiva maestra”, educatrice alla trivialità ed all’oscenità, portatrice sana di mignottismo e contrabbandiera di personaggi inutili e privi di un qualche talento, sfruttatrice del dolore altrui a fini di spettacolo. Eh si che il buon Karl non aveva visto il Grande Fratello, Uominie Donne, Belen Rodriguez, Lele Mora, la Ventura, la D’Urso che sciacalleggia su Avetrana ed il resto del circo catodico.
E va bene, per questa volta una speculazione filosofica la ammetto, ma non prendeteci gusto.

lunedì 28 dicembre 2009

in vino veritas

Ci risiamo. Ogni anno in questo periodo Madama Televisione ci rimpinza con le stesse pietanze. Che poi non sono altro che minestre brodose di verdure indistinguibili, le quali a furia di essere riscaldate hanno assunto un sapore indefinibile. Considerando canone da pagare, pubblicità da sorbire e smart card da acquistare è un pò come andare ogni anno al cenone di capodanno e vedersi portato in tavola lo stesso pasto degli anni passati, nella stessa sequenza, dagli identici camerieri, e naturalmente è sempre lo stesso pesce che 20 anni prima il capocuoco aveva surgelato in un frigo grande come lo stadio di S. Siro.
Io, dopo un discreta quantità di spumante (che si sa, concilia l’attività cerebrale) credo di aver capito il motivo per cui questo fenomeno di ripetizione ciclica si verifica.
Ciò avviene perché quei gran paraculi dei giornalisti italiani vanno in ferie dal 15 dicembre al 7 gennaio. Non a scaglioni, ma in massa, come i pinguini in marcia. Infatti, restano indietro solo gli elementi più deboli o quelli più sfigati. Magari, esiste una loro lotteria annuale con estrazione al 1 dicembre, dove chi vince in realtà perde, poiché dovrà restare a lavorare.
Suvvia, siamo onesti, è lampante che da metà dicembre ad inizio gennaio nelle redazioni restano solo una decina di oscure Sentinelle dell’Informazione, appostate là nelle ridotte e  nei fortini in caso arrivi la Notizia, quella che nessuna testata può permettersi di bucare. Questi poveri sfigati sono là, in  vuota attesa di un qualcosa che dia dignità alla loro condizione, come il buzzatiano Tenente Drogo ne “il deserto dei Tartari”.
Volete le prove ? Bene, eccovi tre indizi, che come si sa insieme fanno una prova. Ammetto che non è semplice individuarli, ma li si scorge se uno osserva attentamente e poi con un salto intuitivo (probabilmente merito del dopante spumante di cui prima) si rivela il terribile segreto del giornalismo italico.
Primo indizio. Ogni giovedì precedente le feste, c’è il giornalista di turno che intervista l’Uomo del Monte, che si fa apostolo dello scoramento di un’intera valle, predicando delusione, preoccupazione e disperazione (in questa sequenza e con un crescendo rossiniano) perché ancora non ha nevicato. Intorno a loro la nuda roccia bluastra e la sensazione di freddo triste, tipo frigorifero vuoto.
Al venerdì, nuovo giro. Lo stesso reporter sempre in compagnia dello stesso personaggio, il solito rubicondo ed iracondo maestro di sci/albergatore/allevatore di gatti delle nevi. Intorno a loro, quella terra prima nuda come una ballerina di Chiambretti è stata rivestita da una candida coltre di neve, che i norvegesi a vederla fanno «MINCHIA !».
Il montanaro però, sbraita lo stesso; il problema è che ora sono interrotte le vie di comunicazione ed è bloccato l’accesso alle stazioni sciistiche. A questo punto il telespettatore perde interesse alla notizia, di solito dopo aver formulato questo solidaristico pensiero «...ma che cazzo pretendi, che il Padreterno ti faccia nevicare solo sulla pista da sci ?Ma va a cacare, che l’ultima volta mi avete affittato un paio di sci a 200 euro a settimana e fatto pagare 4 caldarroste come una cena in pizzeria !».

Due. Focalizzate la vostra attenzione sul vero must giornalistico di dicembre-gennaio: il servizio sul troppo cibo ingurgitato sotto le feste (la cui immagine speculare è quella sulle diete pre-vacanze estive). In genere, c’è una cronista femmina a fare le domande, un pò perchè l’uomo comune si ferma a rispondere se a chiedere un commento è una componente dell’altro sesso, che pare (ma finge) interesse per ciò che ha da dire; inoltre, di fronte ad una donna che invita ad una recriminazione sul troppo cibo (o sulla necessità di perder peso a giugno) anche le donne rispondono al richiamo della foresta e dicono la loro. Così parte il calcolo dei miliardi di calorie che gli italiani ingurgiteranno dal primo dicembre al 6 gennaio, un valore numerico che al solo sentirlo un bambino del terzo mondo sviene. Ora, di fronte a questi servizi pseudo-giornalistici, a me viene da pensare sempre e solo ad una risposta da dare agli illustri (per pochi secondi) sconosciuti intervistati: «Mangiate di meno, porci. Altrimenti non lamentatevi in diretta tv». Certo, per giungere a siffatta conclusione, articolerei il ragionamento fondante così.
- Hai il problema del troppo cibo a Natale ? Allora vai in vacanza, magari in un caldo posto di mare e torna il 6 gennaio magro ed abbronzato. Obietti che costa troppo ? Non diciamo fesserie, con quanto spendi per stupidate sotto le feste, ti paghi un giro del mondo di un anno. Non credi di poter sostituire l’ennesimo pigiama/cravatta/sciarpa al nonno con una cartolina dai Caraibi ? Non puoi rinunciare al Babbo Natale impiccato alla finestra o che dà la scalata al balcone come un emulo di Messner o Arsenio Lupin ? stai male se non illumini casa tua come un casinò di Las Vegas ?
Inoltre, ti vieto di usare come con me, a giustificazione del tuo spanzamento, la solita litania «è il periodo festivo che è troppo ricco di tentazioni», perchè è un alibi che non funziona. Non ne avrebbe la possibilità nemmeno se fosse propugnato da Perry Mason ad una giuria di monaci buddhisti che avessero fatto voto di indulgenza. Se fosse sufficiente dir questo, allora, adottandolo costantemente alla vita di tutti i giorni, io anni fa avrei realizzato un attentato dinamitardo nello studio di “Quelli che...” quando fossero stati presenti  la Ventura, Malgioglio, la Marini, la Lecciso ed altri inutili orpelli della televisione italica ed il giudice mi avrebbe assolto dicendomi che in fondo se l’erano cercata. Quindi caro/a sconosciuto/a che cianci e te la piangi in tv per il lardo che hai accumulato su culo, panza e fianchi, evita di volere la mia compassione o solidarietà se non riesci ad impedire di far passare dal tuo gargarozzo ogni cosa che sia ricoperto di strutto o zucchero.

Terzo ed ultimo. Con questo gli indizi diventano prova della diabolica macchinazione dei giornalisti.
Non è mai mancato (almeno da quando fu inventata la tv) a ridosso delle vacanze il servizio sulla crisi dei negozianti. Quì, l’infernale complotto raggiunge l’apice. Innanzitutto, i venditori di parole hanno bisogno di entrare in combutta con i commercianti e per rendere più credibili e lacrimevoli le loro parole di disperato soccorso, credo, le associazioni di categoria dei vari mercanti, assumano delle prefiche di professione, consumati attori di teatro, con predisposizione al dramma. Ciò, affinchè essi con l’arte propria inducano il telespettatore in uno stato di latente commozione (cerebrale), che darà i suoi frutti allorchè l’uomo comune -uscito per acquistare un chilo di noci, ma memore a livello inconscio dell’immagine del bottegaio che mestamente porgeva a favore di telecamera la foto di moglie, figli, cane, gatto ed amante, in sua trepidante attesa- finirà per comprare tanti viveri che la FAO in compenso è un pizzicagnolo prossimo alle ferie.
Se, però, osservate attentamente i gemebondi esercenti, noterete che sono tutti molto simili.
Il gioielliere mogio mogio nella sua vetrina dev’essere imparentato con l’avvilito pescivendolo. Il primo è in completo blu notte, il secondo ha di diverso l’assenza della giacca, della cravatta, ma indossa la stessa camicia con le maniche arrotolate sugli avambracci, aperta fino al terzo bottone, che si possa vedere la catena d’oro persa nel pelo mascolino ed uno zucchetto di lana nero in testa.
La titolare della boutique di alta moda sarà la gemella, la sorella o la cugina della signora del negozio di elettrodomestici, solo che non ha il tailleur ed i gioielli, ma una semplice camicetta ed è più spettinata.
Perciò, eccomi a rimuginare che le redazioni si mettono d’accordo tra loro, in base alle proprie esigenze -«a me serve un negozio di telefonini... a noi un pasticciere... per il tg della sera occorre una profumeria»- e si scambiano i negozianti a giro. Allo stesso tempo non posso credere a quanto sostengano i commercianti. Ogni anno sono in crisi, chiudono al 31 dicembre in passivo, sono sull’orlo della bancarotta, quasi sulla strada. Non può essere vero, cazzo ! Non può per il semplice motivo che se fossero in deficit finanziario sempre, chiuderebbero. A meno che non siano come l’Inter, che ha Moratti che ad ogni consuntivo finale apre il suo portafogli (delle dimensioni della Divina Commedia del Dorè) e ricapitalizza.

Ecco, ho vuotato il sacco. Mi scuso per il prolisso sproloquio, ma il mefistofelico piano di presa in giro dei giornalisti andava svelato. E cmq, non si preoccupi nessuno (anche se immagino che nessuno lo farebbe, al di là delle mie rassicurazioni), prendendo esempio da loro, riposterò questo frutto del mio spumantino alcolismo a fine dicembre 2010.

mercoledì 11 febbraio 2009

Pierpapa


  • Alla fine del precedente governo Berlusconi, nel 2007, si eliminò l'ICI per gli immobili della Santa Romana Chiesa.
  • Con l'attuale governo Berlusconi, i tagli alle scuole cattoliche, inseriti ingenuamente nella Finanziaria, sono stati prontamente rimangiati, dopo un colpo di tosse  proveniente dalle sale  vaticane.
  • Col caso Englaro, Berlusconi sfida apertamente il Presidente Napolitano, per sposare il punto di vista del Vaticano.
Bene, tre indizi fanno una prova, quindi mi domando:


ma non è che  a Berlusconi
non freghi nulla di diventare, un giorno,
Presidente della Repubblica Italiana
ed aspiri, invece,
al Sacro Soglio di Pietro ?  


Vorrà farsi Papa ?
E con che nome siederà sulla cattedra di Pietro ?

Pio Tutto, in omaggio alla sua natura ?
Ninetto I, per coltivare la voglia di stupire il mondo ?
Massimo Sum, per esaltare una certa megalomania personale ?
Martufello I, perchè non perderà il gusto della battuta ?
PierGaleotto (seguito dal num. di matricola), in ricordo delle burrasche giudiziarie ?

Ed una volta fattosi Papa, potrebbe un suo programma di modernizzazione della Chiesa prevedere l'abolizione dell'obbligo di celibato per i preti, o almeno il divieto di trombare per il nuovo pontefice ?
Modificherà la tradizione dell'Angelus domenicale da Piazza s. Pietro ad uno in diretta a reti unificate da Arcore, con barzelletta finale, invece di una riflessione morale ?
La sede del riposo estivo potrebbe non essere più Castel Gandolfo, ma il Billionaire in Sardegna ?
Il Milan cambierà il simbolo da Diavolo in Angelo ?
Beatificherà Mike Bongiorno ?
Invece dei cardinali, avremo degli Amministratori Delegati ?
Gianni Letta sarà fatto Segretario di  Stato Vaticano ?

giovedì 25 settembre 2008

the end ?

E' in atto, a livello globale, uno strano fenomeno di ripetizione di paradossi, che unitamente considerati, potrebbero essere identificati come i prodromi della prossima fine del mondo.
Eccone alcuni :


  1. Il miglior golfista al mondo è di colore (T. Woods)
  2. Il rapper più famoso è bianco (Eminem)
  3. La tennista più forte è nera (Williams)
  4. Gli svizzeri detengono la Coppa America di vela
  5. La Germania non ha voluto fare una guerra (in Iraq)
  6. La Francia accusa gli USA di arroganza (per l'Iraq)
  7. Gli Usa danno vita ad una politica economica socialista (causa crisi mutui)
  8. La Cina adotta una politica capitalista, imitata dalla Russia
  9. La nazionale spagnola vince un trofeo calcistico
  10. L'Inter vince 3 scudetti di fila
  11. La Juventus scivola in Seria B
  12. Materazzi subisce una cattiveria sportiva (vedi Zidane)
  13. L'Italia vince un trofeo ai rigori

...e l'elenco può considerarsi provvisorio.

sabato 7 giugno 2008

CalcioMercato Inter

Rivelato a Moratti il Concetto Supremo della Vittoria, da Helenio Herrera, Adolf Hitler e Raul, il fratello di Ken Shiro, apparsigli in sogno nottetempo: “chi vince è sempre antipatico”, il presidente dell’Inter, pensa bene di trarne una corrispondenza: “chi è sempre antipatico vince”. Compreso, quindi, che Mancini lo sia troppo poco per trionfare in Europa, lo licenzia, per assoldare la persona più indisponente su piazza: Mourinho (dopo che  Sgarbi ha rifiutato, però).
Il tutto viene effettuato con pacatezza e sobrietà, al costo di una normale manovra finanziaria dello Stato italiano, il chè porterà un litro di benzina a dover essere pagato in oro, con l’equivalenza lingotto/litro, per facilitare i calcoli.
Viene approntata una squadra di gente affamata di vittorie e rivalse: la fascia sinistra è affidata a Diliberto, con Pecoraro Scanio a supporto per dire no ad ogni avanzamento di qualsiasi genere; sono comprati sei centrocampisti centrali, ognuno con un acciacco fisico diverso, sperando in una combinazione favorevole d’infortuni, che consenta di farne giocare almeno uno titolare per un certo periodo dell’anno; tra i pali è riconfermato Julio Cesar, a patto che si faccia impiantare altre due braccia (possibile l’acquisto di quelle di Dida, a cui, tanto, non servono);  in difesa Zanetti dovrà prendere ripetizioni di antipatia ed antisportività da Ibrahimovic, Materazzi non tirerà mai più rigori o punizioni, ma solo motorini sui tifosi interisti; comunque, saranno presi 5 o 6 difensori assortiti, purchè con precedenti penali a far curriculum; in attacco resterà Ibra, a cui sarà associato il proprio clone, ma più bastardo e Balotelli, che, però, dovrà sbrigarsi a raggiungere i 18 anni e comprarsi la Porsche, perché non è dignitoso trombarsi letterine e veline su un motorino; gli altri attaccanti attualmente in rosa, o accetteranno di fondersi, tipo Goku-Vegeta, in un unico fortissimo centravanti o saranno sostituiti dai primi 4 cannonieri, rigorosamente stranieri, più costosi nel sistema solare, indipendentemente dalla loro utilità tattica, purchè avanzino richiesta di stipendio da Lotteria di Capodanno, fin dal messaggio in segreteria telefonica.
Vista, poi, la mancanza di carattere e spirito guerriero dimostrata dall’Inter nei momenti cruciali, il colpo di mercato sarà la fascia di capitano affidata al gladiatore Massimo Decio Meridio, già comandante dell’esercito del nord, generale delle legioni Felix.

martedì 27 maggio 2008

WHAT IF...

Feste, farina e forca sono l'adattamento partenopeo della massima latina "panem et circenses", che illustra benissimo il sistema per distrarre dalle cose importanti l'opinione pubblica. I Borbone alle feste pubbliche ed alla distribuzione di pane associavano anche qualche bella impiccagione, sia come dimostrazione della forza dello Stato e poi perchè il genere splatter ha sempre avuto i suoi estimatori. 

Se facciamo nostra la teoria di De Felice della Storia Circolare, possiamo pensare che tutto si stia ripetendo. Abbiamo, infatti, una grave situazione sociale a Napoli ed ecco che arriva la Festa, ovvero, il Napoli in Serie A, la Farina, con il rilancio dei lavoratori socialmente utili a raccogliere monnezza e la Forca, sotto forma di galera per chi si oppone ai piani emergenza-rifiuti. 

In tutto ciò, passa in secondo piano che uno dei massimi artefici di tale sfacelo senza pari, Bassolino, sia ancora tranquillamente impoltronato alla guida della Regione, così come il fatto che la Camorra continui ad intossicare la Campania e fatturare milioni. 

Il peggio, tuttavia, non è questo; la situazione è grave, ma non tragica. Potrà dirsi catastrofica quando al Napoli faranno ri-vincere lo Scudetto. Allora, applicando la teoria della Storia che si ripete, potremo sapere cosa ci riserva il futuro.E qui mi prende il panico: dopo i Borbone arrivarono i Savoia !

Oh Dei del Cielo, risparmiateci l'esperienza di un Emanuele Filiberto di Savoia sindaco !